Ci tengo ad inserire un brano tratto dal disco “DUETS” di Carla Bley e Steve Swallow perché ritengo da un lato che la copertina di questo cd sia la PEGGIORE di tutta la storia del jazz, ma dall’altro che il contenuto musicale sia di assoluta qualità.Carla Bley, nata Borg, nota compositrice e arrangiatrice ormai sulla settantina, avvezza ai palcoscenici italiani anche per la recente collaborazione ai Lost Chords assieme a Paolo Fresu, ha intrapreso tra le varie attività un lungo percorso artistico e anche sentimentale (come si può intuire) con Swallow.. Ne sono usciti una serie di albums in duo per l’etichetta WATT che incarnano una certa idea di jazz cameristico, molto intellettuale, che si basa sull’ equilibrio tra un uso parco del pianoforte della Bley, e i virtuosismi melodici di Swallow. E’ interessante notare come il modo di suonare il piano della Bley consista in una ricerca “fra” le note, in una scelta meditata dei voicing degli accordi e delle sostituzioni armoniche che fanno intuire come ella sia più un’arrangiatrice e compositrice che una pianista in senso stretto. Un po’ come suonava il pianoforte Duke Ellington, se mi si consente l’accostamento, o forse ancor di più come suonava il Fender Rhodes Gil Evans. Il tutto condito da reminiscenze monkiane (altro pianista compositore), come si può intuire nell’ottimo brano che propongo oggi, dal titolo Romantic Notions #3, composto dalla Bley ed inciso a New York nel 1988.